“Il problema è che gli uomini rimangono incantati quando allo zoo vedono per la prima volta una giraffa: ma poi a casa preferiscono tenere un cagnolino.”
— Chiara Gamberale - “Le luci nelle case degli altri”

Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto.
La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso.
Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa.
Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio.
Ma potrei imparare.
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. E’ per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così.
Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. E’ l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.

E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?

Italo Calvino - Gli amori difficili (via mariofiorerosso)

(via baricco)

“There’s a song by Baz Luhrmann called Sunscreen.
He says worrying about the future is as effective as trying to solve an algebra equation by chewing bubble gum.
The real troubles in your life will always be things that never crossed your worried mind.”
— Tim (About Time)

Ezra Koenigs golden rules for life

  • 1: always carry sunglasses
  • 2: do your emails while you drink coffee
  • 3: disable text preview
  • 4: respect all faiths
  • 5: eat healthy by yourself
  • 6: never wear flip-flops in public
  • 7: learn how to say, ''i understand every word you're saying, motherfucker'' in multiple languages.
  • 8: take a shower
  • 9: it's better to underdress than overdress
  • 10: don't worry about manners too much
  • ~ Q magazine
“L’unico modo per liberarsi di una tentazione è di abbandonarvisi: resistete, e la vostra anima si ammalerà di nostalgia per le cose che si è vietata.”
Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde (via the-right-way-to-utopia)

(via the-right-way-to-utopia)

“Everybody says sex is obscene. The only true obscenity is war.”
“Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare sono tre cose che fanno morire.”
 Némirovsky (via the-right-way-to-utopia)

(via the-right-way-to-utopia)

“Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
— I. Calvino - Il barone rampante (via the-right-way-to-utopia)

(via egocentricacomeigatti)